Anima – donna essenziale

La donna può essere bella come un fiore, dolce come un’anima e meravigliosa come una dea cosmica. Sono dei valori preziosi che dobbiamo cercare di sostenere e ricordare, in un’epoca di violenza e di livellamento. Se nel migliore dei casi l’uomo può presentare lo spirito, la struttura e la forza, è in dovere di rispettare e difendere questa complementarietà arricchente che la donna-energia rappresenta nel contesto degli uomini e degli dei.
Questa shakti sacra che attornia l’uomo divino può essere ad ogni istante la madre, la moglie, la figlia, la bimba, secondo il colore arcobaleno che attraversa lo spirito vibrale nel suo cammino immortale.
È necessario, inoltre, riscoprire il valore dell’incontro tra uomo e donna, la diversità complementare tra loro e di come la fecondità del principio femminile sia in grado di arricchire l’orientamento razionale del principio maschile: pur avendo evoluzioni differenti nella modalità d’approccio all’esistenza, uomo e donna non possono fare a meno l’uno dell’altro, ai fini dell’autorealizzazione.
Riferimento fondamentale è la psicologia analitica di Jung, che riconosce nell’inconscio dell’uomo la presenza attiva di un principio femminile (Anima), così come la presenza di una parte maschile nell’interiorità della donna (Animus) e soprattutto ha saputo comprendere il percorso evolutivo della donna mediante lo studio antropologico dei miti.
La civiltà occidentale, contrariamente ad altre culture, tende a dare poco valore e a non riconoscere l’importanza della femminilità.
L’occidente è caratterizzato da un sistema prevalentemente maschile e patriarcale: esso è unilaterale, basato soprattutto sulla razionalità e scarsamente disposto ad accettare l’aspetto più interiore ed emotivo, tipicamente femminile, che consentirebbe una comprensione più globale della realtà. Non vi è apertura all’altro e il conflitto fra le diversità, e quindi anche tra maschile e femminile, è aspro.
Quando principio maschile e femminile non si incontrano e non si integrano, predomina la volontà di potere: l’uno sull’altro e sulla realtà circostante. E soprattutto non c’è riconoscimento del valore, né da parte dell’uomo verso la donna, né da parte della donna all’uomo, né della ricchezza che può derivare da un diverso modo di essere e di vedere la realtà.
Il concetto di femminilità è velato di mistero, contiene in sé molte sfumature, spesso sfugge le definizioni e disorienta chi tenta di approfondirne il senso. Il mistero si chiarifica attraverso le espressioni simboliche appartenenti alla vasta cultura umana che, dai tempi più antichi, ha prodotto miti e archetipi, in grado di indicare le vie più profonde dell’esistenza.
Miti e archetipi, infatti, parlano direttamente alla nostra anima, superando la riduttività di un discorso razionale; in quanto capaci di riflettere una struttura psicologica umana basilare, essi contengono anche un significato universale, espressione di un processo comune a tutti gli esseri umani.
Quanti incontri entrano in crisi, malgrado il permanere dell’affetto, per il fatto di non aver adottato misure relazionali equilibrate. Afferma Aïvanhov: “Quando un uomo e una donna s’incontrano, riproducono l’incontro del fuoco e dell’acqua. Se non sanno come agire nei confronti l’uno dell’altra, la donna (l’acqua) evapora, e l’uomo (il fuoco) si spegne. Dato che il fuoco e l’acqua possono distruggersi a vicenda, se ne deduce che sono nemici. In apparenza, è vero, gli uomini e le donne non smettono di lottare gli uni contro gli altri; e tuttavia, se si cercano c’è una ragione, e occorre scoprirla. La ragione è che essi sono i rappresentanti dei due principi cosmici che insieme creano la vita. Ma per creare veramente la vita invece di distruggersi, non bisogna permettere che l’acqua e il fuoco entrino direttamente in contatto. L’acqua deve essere versata in un recipiente e posta sul fuoco; così, il fuoco esalterà l’acqua e si sprigionerà un’energia considerevole, grazie alla quale i due metteranno in moto il mondo intero”.
Dovremmo rinunciare all’idea illusoria che l’assunzione di maggiori quantità di risorse o di piaceri possa produrre uno stato di maggior benessere. L’uomo dovrebbe, invece, optare per l’assunzione di dosi omeopatiche in quanto esse danno maggiore gioia e salute. Questo appare, oggi, un punto fondamentale di uno stile di vita equilibrato. Tutti possiamo constatare che i piaceri veramente fisici attenuano, a poco a poco, la sensibilità, e che in ragione di ciò occorre procurarsi, continuamente, piaceri e sensazioni sempre più forti per provare qualcosa. Diventa, quindi, sempre più difficile essere soddisfatti, perché si diventa sempre più insensibili, e questo lo si può verificare in tutti i campi. Gli eccessi riducono il gusto della vita! Infatti, molti si chiedono perché oggi appaia essersi sbiadita la capacità di gioire, malgrado l’assenza di limitazioni nel procurarsi i piaceri”.
“Gli uomini e le donne che obbediscono ciecamente ai propri istinti sessuali, non sanno a quali pericoli psichici si espongono. “Allora, direte, quali sono questi pericoli?” Guardate un ubriaco: è completamente abbrutito, come inebetito. Il vino è una cosa eccellente, ma egli ne ha abusato ed ora ecco in che stato si trova. Anche l’energia sessuale è una cosa eccellente, d’altronde spesso viene paragonata al vino. Ma quando se ne abusa… Direte che conoscete uomini e donne che conducono una vita dissoluta, senza che questo impedisca loro di istruirsi e di lavorare. Sì, certo, la sensualità è compatibile con certe facoltà intellettuali o artistiche. Ma se un giorno vorranno fare un lavoro spirituale, non potranno, poiché avranno perduto gli elementi necessari, le loro quintessenze più preziose, d’altronde non avranno neppure più il desiderio di elevarsi. Guardate le api che si sono rimpinzate di miele: sono troppo pesanti e non possono volare. Accade lo stesso con gli uomini e le donne che non hanno imparato a dominare i loro istinti sessuali: possono continuare a fare ogni genere di lavoro, ma non possono volare, le regioni celesti sono loro proibite…”
Non basta però volerlo per riuscirvi, occorrono anche le conoscenze profonde della nostra natura umana e divina, l’acquisizione di metodi. Occorre, soprattutto,un alleato cioè un Alto Ideale per evitare il rischio di attraversare  frustrazioni, repressioni e turbe di varia natura: “La religione e la società hanno fissato delle regole di morale sessuale senza chiedersi se gli esseri umani siano capaci di applicarle. Ecco perché molti di coloro che hanno voluto obbedire a quelle regole non ci sono riusciti se non al prezzo di grandi sofferenze e di turbe psichiche a cui è stato dato il nome di “repressione”. La repressione non può essere una soluzione al problema della sessualità. È pericoloso rifiutare la forza sessuale il suo sfogo naturale se non si ha un fortissimo movente, delle aspirazioni, un ideale superiore capace di fare un lavoro sui piani dell’anima e dello spirito per canalizzare e trasformare quella forza. La continenza è una rinuncia, certo, ma questa rinuncia non deve essere una privazione, deve essere una trasposizione su un altro piano. Non bisogna privarsi, non bisogna rinunciare, ma solo cambiare piano. Ecco ciò che occorre spiegare agli uomini e alle donne quando si parla loro di padroneggiare la forza sessuale….”Molti si lamentano di particolari malesseri e squilibri, e  “Perché avete smesso di amare? Questi disturbi derivano dal fatto che avete compresso l’amore dentro di voi; allora si è represso finendo per devastare tutto. L’amore è un torrente potentissimo, ma poiché non lo sapevate, poiché non eravate illuminati, ha spazzato via tutte le barriere. Se volete salvarvi da questi tormenti, dovete amare, amare giorno e notte, amare tutte le creature… a quel punto non vi rimarrà neppure il tempo di tormentarvi perché sarete indaffaratissimi! Invece ora, più vi chiudete, più siete avari d’amore e più le cose si complicano. Siate generosi, e sarete salvi; donate il vostro amore a tutte le creature”.
“È possibile istruire e consigliare gli esseri umani sulla sessualità, ben sapendo però che questo problema non può essere veramente risolto se non in funzione di ogni singola persona. Voler imporre, con il pretesto della morale, delle regole identiche per tutti, non è ragionevole, poiché la stessa disciplina che conduce gli uni verso l’equilibrio e la vera spiritualità, può invece condurre gli altri verso la repressione, l’isterìa e la nevrosi. Gli esseri umani non hanno tutti gli stessi bisogni, e chi non tiene conto di questa realtà è destinato sia a predicare nel deserto, sia ad infliggere loro degli inutili tormenti. Tuttavia, ciò non significa che non si debbano fare degli sforzi. Sì, ciascuno, al livello che gli è proprio, deve impegnarsi per dominare la forza sessuale, al fine di vivere l’amore in un modo più bello, più nobile, più spirituale, poiché quella è la sola vera regola morale.”
La riuscita per la donna è di fatto raggiungere la padronanza dei propri sistemi inferiori ed esteriori, la propria riunificazione su una dimensione interiore valida, eventualmente l’accesso ad una dimensione trascendente attraverso l’intermediario di una porta legata al Padre.

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