LA VITA

Immaginiamo un oceano di cui non si conoscono i confini. E prendiamo ad esempio una piccolissima porzione di questo oceano: una goccia d’acqua.

Per motivi che solo l’oceano conosce, la nostra goccia d’acqua comincia ad avere una specie di risveglio e a rendersi conto di essere una goccia d’acqua… anche se sta ancora immersa nell’oceano! E pensa: – Bello questo posto! Ma perché mi trovo qui, insieme a tutte queste altre gocce d’acqua che non se ne rendono neanche conto? Per fortuna io ho l’intelligenza di capire che sono viva e che devo scoprire questo mistero…-:

Così la nostra goccia d’acqua si guarda intorno per capire di più sulla propria vita.
Non si rende conto che prima aveva la coscienza di essere un oceano ed ora ha una coscienza talmente ridotta da sentirsi un singolo individuo. E che tutte le cose che scoprirà la porteranno inevitabilmente a riallargare la propria coscienza fino a rendersi conto di avere avuto una illusione e di essere un tutt’uno con l’oceano.

Qual è il vero risveglio, quello prima da individuo o quello dopo da oceano? E qual è la vera vita?
Ovviamente l’oceano rappresenta l’Uno assoluto, il Campo Unitario, Dio, mentre la goccia d’acqua è l’essere umano e qualsiasi altro essere, con vari livelli di coscienza. Questo esempio è molto semplificato perché intende mostrare solo uno dei tanti aspetti dell’esistenza e cioè che l’essere individualizzato vive una fantastica esperienza che lo aiuterà gradualmente a comprendere e riscoprire se stesso.

Ma prima di arrivare a capire che sta vivendo una illusione l’essere umano è convinto di trovarsi nella realtà, una realtà inoppugnabile perché è comprovata dai suoi sensi!
Qualcuno (scienziato) dedica la propria vita a cercare di capire come funziona questa realtà, e inventa continuamente strumenti per misurarla. Purtroppo non è possibile inventare uno strumento che riveli qualsiasi cosa,  anche quelle sconosciute… E’ necessario che lo scienziato elabori una teoria che poi potrà essere verificata inventando strumenti che servono solo a quello scopo.
Se per caso uno strumento rivelasse qualcosa che non era stato teorizzato e che non c’entra niente con l’esperimento in corso, lo scienziato non avrebbe alcuna idea di cosa ha trovato.
Inoltre lo scienziato deve avere delle basi su cui teorizzare, per cui non può andare più in là di tanto ed è costretto a seguire un percorso necessariamente graduale.

Capita inoltre che venga elaborata una nuova teoria che smentisce una teoria precedente, oltre al fatto che ora si sta capendo che tutte le leggi fisiche trovate dalla scienza non hanno un valore assoluto ma relativo… E a questo punto mi chiedo: – Esiste una teoria scientifica che non potrà mai più essere smentita? Quanto si può credere alla scienza?-:
Intendo dire che è molto limitante accettare solo ciò che è comprovato “scientificamente”! Ma non è neanche giusto disprezzare i risultati scientifici, mediante i quali l’uomo sta avendo un fenomenale progresso tecnologico. Vedo la scienza come l’espressione della curiosità dell’uomo in continua evoluzione ma credo che bisogna sempre tenerne presenti i limiti dovuti al fatto che per ora è in grado solo di verificare le evidenze “materiali”.

Per esempio la scienza ha potuto chiarire una questione molto interessante:
se la materia è fatta di energia e l’energia è fatta di atomi e in ogni atomo c’è un grandissimo spazio vuoto in proporzione alle proprie particelle, come fa ad essere solida?
La risposta è la seguente: 
la solidità della materia è determinata dal campo elettromagnetico creato dalla forza che connette gli atomi.

Ha detto Albert Einstein:
“Ogni essere umano è parte di un tutto chiamato Universo. Egli sperimenta i suoi pensieri e i sentimenti come qualcosa di separato dal resto: una specie di illusione ottica della coscienza. Questa illusione è una specie di prigione. Il nostro compito deve essere quello di liberare noi stessi da questa prigione attraverso l’allargamento del nostro circolo di conoscenza e comprensione, sino ad includere tutte le creature viventi e l’interezza della natura nella sua bellezza.”

Torniamo al nostro essere umano con il suo nuovo corpo fisico che non ricorda nulla di precedente (questo è inizialmente utile perché altrimenti non potrebbe vivere la situazione con pieno coinvolgimento). Ovviamente si deve organizzare al più presto per assumere il controllo della situazione e comincia a cercare di soddisfare le necessità del suo corpo fisico. Poi sarà costretto a rivolgere l’attenzione alle sue necessità spirituali vedendo che tutto sembra finire con la morte. E concepisce l’aldilà, un luogo dove vanno le anime dei morti. Che però non è un altro luogo, ma solo al-di-là dei nostri cinque sensi. Anzi, a pensarci bene il vero aldilà è questo in cui siamo noi vivi, dato che stiamo vivendo una illusione!

Ora, è evidente che dicendo “morte” intendiamo la fine della vita fisica. Solo che i nostri scienziati non hanno ancora scoperto in quale momento una persona ha veramente finito di vivere, per cui si è trovata la “convenzione” che il segnale è l’encefalogramma piatto (con un altro strumento inventato solo per rilevare l’attività elettrica del cervello).
Dico questo per ricordare che questa e tante altre “convenzioni” servono all’uomo per organizzarsi e gestire le cose al meglio possibile, ma non vanno prese come verità ineluttabili!

Quindi il concetto di “vivere” viene contrapposto a “morire”, ma questo vale solo per il corpo fisico! In realtà “vivere” nell’aldiqua dovrebbe essere contrapposto a “esistere” nell’aldilà.
Se invece diamo al verbo “vivere” il significato ben più ampio di “essere” allora ci si apre una meravigliosa visuale di tutto l’Universo!
Ecco cosa ha detto al riguardo il maestro bulgaro Omraam Mikhaël Aïvanhov:

” I bambini piccoli intuiscono spontaneamente che il mondo che li circonda è vivo: le pietre, le piante e gli animali parlano ai bambini, e anche i bambini parlano con loro.
Ma quando raccontano agli adulti ciò che sono in grado di vedere o udire, avvertono chiaramente che questi non li prendono sul serio: gli adulti sorridono, li prendono in giro; e anche se non lo fanno apertamente, il loro atteggiamento materialista finisce per influenzare i bambini, e a partire da quel momento si può dire che essi abbiano veramente perduto l’essenziale per tutto il resto della loro esistenza.
Sì, l’essenziale, perché è un grandissimo errore credere che gli umani siano i soli esseri realmente vivi e intelligenti in un universo privo di anima e di linguaggio.
Tutta la Natura è viva e intelligente ed è popolata da innumerevoli creature vive e intelligenti, alcune delle quali sono anche molto più intelligenti degli esseri umani; e dal giorno in cui essi cominciano a negare questa intelligenza e questa vita, è in loro stessi che la cecità e la morte cominciano a insediarsi.”

La tradizione esoterica afferma che gli esseri umani sono solo una piccola parte di tutti gli esseri che popolano il cosmo su vari livelli vibrazionali. La vita sulla Terra è solo un tipo di esperienza, superata la quale si continuerà il viaggio di ritorno su altre dimensioni. Il nostro pianeta è piuttosto sconnesso dai livelli superiori e questo vuol dire che abbiamo un gran lavoro da fare per uscire dagli incastri e prendere la giusta direzione verso il recupero della nostra essenza spirituale.

Trovo tutto ciò meravigliosamente esaltante e stimolante. Sia che si debba vivere la gioia, il piacere, la soddisfazione, il successo, l’esaltazione, l’amore, la gratitudine, la tenerezza, la fiducia, sia che ci si trovi nella sofferenza, la paura, la tristezza, la depressione, l’odio, il dolore, la disperazione, il disprezzo, l’orrore; tutto serve, tutto insegna, tutto fa comprendere qualcosa, tutto va vissuto e attraversato con sempre maggiore coscienza della responsabilità che l’uomo si assume con le sue scelte.
Ma un giorno tutta l’Umanità riuscirà a comprendere veramente l’energia più alta e armonica che pervade gli Universi, della quale ancora abbiamo soltanto una intuizione: l’Amore Universale.
E trovo mirabilmente vera la frase di Dante Alighieri nell’ultimo verso della Divina Commedia: “L’amor che move il sole e l’altre stelle”.

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3 Responses to LA VITA

  1. Wilhelmina says:

    It’s like you’re on a mission to save me time and money!

    • marcelloroma says:

      Sì Wilhelmina, sono felice se le mie esperienze possono essere utili ad altri. I progressi dell’Umanità sono possibili solo con la condivisione.Ovviamente tutto deve sempre passare attraverso il filtro del proprio discernimento e della propria coscienza.

  2. sabrina says:

    una goccia d’acqua puo’ diventare un oceano.

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